Ubaldo Bosello ritrova per noi il tempo perduto nella poesia delle piccole, umili cose e nelle semplici immagini che la memoria. gli restituisce dal mondo di una preadolescenza vissuta, intorno alla metà degli anni trenta, nella immediata periferia di Padova. Tranquilla periferia di provincia, dunque: quella della piccola borghesia di una città ancora in fase paleocapitalista, povera, dalla cultura isolata ma con un proprio mondo equilibrato di valori e un'educazione ai sentimenti umani e cristiani che ne frenano le rivendicazioni e le ribellioni. Bosello ne rievoca la vita calma, la dolce malinconia, gli assolati silenzi, la ricchezza dei contenuti emotivi, tornando con nostalgica curiosità ai personaggi della sua infanzia, identificandosi con essi: tristi ma mai infelici, gracili e denutriti ma padroni di larghi spazi liberi, di piccoli preziosissimi oggetti, di lunghi, interminabili sogni. Netto risulta il rifiuto della civilità contemporanea, della civiltà dei tempi brevi e degli spazi limitati, del consumismo che uccide i sogni, inaridisce la fantasia e frustra l'immaginazione. (Giorgio Segato, 1974)

- Testimonianze

- Clicca qui per visualizzare lo scritto "IL RACCONTO METAFISICO" di Sandro Zanotto (in formato PDF)

- Clicca qui per visualizzare lo scritto "IL TEMPO RITROVATO" di Giorgio Segato (in formato PDF)